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Le locazioni brevi dopo la finanziaria 2026. Il quadro complessivo ed opportunità.

La finanziaria 2026 interviene ancora sul tema della disciplina delle locazioni brevi, ridisegnando i confini fra gestione patrimoniale personale ed attività di impresa.

Fino al 31 dicembre 2025, la presunzione di imprenditorialità scattava solo al superamento delle quattro unità immobiliari destinate alla locazione breve; la Partita IVA era obbligatoria solo a partire dalla quinta unità. Dal 1° gennaio 2026, tale soglia è stata sostanzialmente dimezzata.

Lo stratificarsi degli interventi normativi sul tema rende opportuno riepilogare un quadro complessivo della normativa di settore, a cominciare dalle novità 2026, dagli adempimenti correlati, senza dimenticare alcune opportunità che apre il nuovo assetto giuridico.

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Conto Termico 3.0, un incentivo anche per le imprese

Introduzione e Contesto Normativo

La presente Circolare ha lo scopo di fornire una prima disamina tecnica e strategica delle novità introdotte dal Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica del 7 agosto 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 224 del 26 settembre 2025.1 Il provvedimento, che disciplina il cosiddetto Conto Termico 3.0, abroga e sostituisce il precedente D.M. 16 febbraio 2016 (Conto Termico 2.0), segnando un punto di svolta fondamentale nelle politiche nazionali di decarbonizzazione e riqualificazione energetica del patrimonio edilizio.

Il decreto entrerà formalmente in vigore il 25 dicembre 2025, novantesimo giorno successivo alla sua pubblicazione. Tuttavia, la piena operatività della misura è subordinata all’emanazione delle Regole Applicative da parte del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) e all’aggiornamento del Portaltermico, previsti entro il primo trimestre del 2026. Questo lasso temporale, definito periodo transitorio, richiede una gestione oculata delle commesse e dei contratti in essere, tematica che verrà trattata approfonditamente nel corso del presente documento.

L’evoluzione dal Conto Termico 2.0 al 3.0  non rappresenta un mero aggiornamento amministrativo, bensì una ristrutturazione profonda dei meccanismi di incentivazione, che si presenta particolarmente interessante per le imprese che potranno usufruire di un contributo a fondo perduto fino al 45% delle spese ammissibili

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Start-up Innovativa: Analisi Normativa, Requisiti e Convenienza

IL NUOVO CONTESTO NORMATIVO 2025: UN REGIME A DOPPIA VELOCITÀ

L’ordinamento italiano relativo alle start-up innovative, introdotto originariamente dal D.L. n. 179/2012 (noto come “Startup Act”), ha subito una profonda e strutturale revisione a seguito di recenti interventi legislativi. In particolare, la Legge n. 193/2024 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza) e la Legge n. 162/2024 (Disposizioni per la promozione delle start-up) hanno ridefinito il perimetro, gli oneri e le opportunità del regime.

L’analisi di questi interventi rivela una duplice finalità da parte del legislatore, che ha di fatto generato un “regime a doppia velocità”:

  1. Massimizzazione dell’Attrazione di Capitali (L. 162/2024): Da un lato, sono stati potenziati in modo eccezionale gli incentivi fiscali destinati agli investitori, in particolare persone fisiche. Misure come la detrazione IRPEF potenziata al 65% e l’introduzione di un credito d’imposta per la parte di detrazione eccedente l’imposta (gestione dell’incapienza) sono finalizzate a rendere l’investimento in start-up estremamente liquido e vantaggioso.2
  2. Restrizione della Platea e Spinta alla Crescita (L. 193/2024): Dall’altro lato, sono stati introdotti filtri più stringenti all’ingresso (come il divieto di attività prevalente di consulenza) e, soprattutto, è stato smantellato il precedente blocco unico di 5 anni di permanenza.6 Il regime è ora un percorso a tappe (anni 1-3, 3-5, 5-9), dove la permanenza deve essere “guadagnata” dimostrando una crescita misurabile in termini di R&S, fatturato o raccolta di capitali.

Questa evoluzione normativa trasforma radicalmente la valutazione di convenienza. La costituzione di una S.r.l. come start-up innovativa nel 2025 non è più una semplice opzione per ottenere un “bonus” quinquennale, ma una scelta strategica che implica l’adesione a un percorso di crescita definito e l’accettazione di una compliance molto più esigente, a fronte di una capacità di attrazione di capitali senza precedenti.

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