Archivi categoria: Pratica professionale

Le locazioni brevi dopo la finanziaria 2026. Il quadro complessivo ed opportunità.

La finanziaria 2026 interviene ancora sul tema della disciplina delle locazioni brevi, ridisegnando i confini fra gestione patrimoniale personale ed attività di impresa.

Fino al 31 dicembre 2025, la presunzione di imprenditorialità scattava solo al superamento delle quattro unità immobiliari destinate alla locazione breve; la Partita IVA era obbligatoria solo a partire dalla quinta unità. Dal 1° gennaio 2026, tale soglia è stata sostanzialmente dimezzata.

Lo stratificarsi degli interventi normativi sul tema rende opportuno riepilogare un quadro complessivo della normativa di settore, a cominciare dalle novità 2026, dagli adempimenti correlati, senza dimenticare alcune opportunità che apre il nuovo assetto giuridico.

Continua a leggere

Regime Forfettario: la Guida Definitiva

Introduzione: L’Evoluzione del Paradigma Fiscale per le Partite IVA dal 2025

Il panorama tributario italiano dedicato alle persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni si consolida, per l’anno d’imposta 2025, attorno alla figura centrale del Regime Forfettario. Istituito originariamente con la Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015) 1, questo istituto non rappresenta più una semplice misura transitoria o di nicchia, bensì il “regime naturale” per la stragrande maggioranza delle partite IVA individuali nel nostro Paese. La sua struttura, concepita per garantire una radicale semplificazione degli adempimenti e una pressione fiscale ridotta e predeterminabile, ha subito nel corso dell’ultimo decennio numerose manutenzioni legislative che ne hanno modificato la portata e l’attrattività.

Continua a leggere

Collegamento RTS (registratori di cassa) / POS

Il provvedimento n. 424470 dell’Agenzia delle entrate del 31.10.2025 contiene le istruzioni operative per l’integrazione dei registratori telematici (RT) con i POS, rivolto agli esercenti al minuto nonché ai soggetti assimilati di cui all’art. 22, D.P.R n. 633/1972.

Si ricorda che l’obbligo è stato previsto ancora con la Legge di bilancio 2024 che ha integrato l’art. 2, comma 3, D.Lgs. n. 127/2015, ma è stato congelato per il biennio 2024-2025. L’obiettivo dichiarato è quello di combattere l’evasione scovando eventuali incongruenze tra il dato degli incassi POS (più in generale degli incassi a mezzo di strumenti di accettazione degli incassi elettronici) e il dato dei corrispettivi certificati con documento commerciale. Con ciò, secondo il Fisco, dovrebbero emergere in automatico eventuali corrispettivi incassati mediante POS ma non certificati dall’esercente.

Continua a leggere

Obbligo comunicazione PEC amministratori

Il Decreto Sicurezza Lavoro (D.L. n. 159/2025) all’art. 13, in vigore dal 31.10.2025 ha (re)introdotto l’obbligo di iscrizione nel Registro Imprese del domicilio digitale (PEC) degli amministratori di imprese costituite in forma societaria.

Secondo i chiarimenti forniti da Unioncamere, questo obbligo

  • Riguarda esclusivamente le società di capitali, le società consortili e le cooperative.
  • Si applica all’amministratore unico o all’amministratore delegato oppure, in mancanza, al Presidente
    del Consiglio di amministrazione.
  • Prevede che il domicilio digitale dell’amministratore non possa coincidere con quello della società.

Sono esplicitamente esclusi dall’obbligo:

  • Gli amministratori di società di persone
  • I soggetti che nelle società di capitali assumono cariche diverse (ad esempio, i consiglieri).


Per quanto riguarda le tempistiche:

  • Per i soggetti che al 31.10.2025 ricoprono le cariche interessate, la comunicazione dell’indirizzo PEC
    deve essere effettuata entro il 31.12.2025.
  • Per i soggetti nominati o confermati, la comunicazione deve avvenire contestualmente alla richiesta di iscrizione della nomina.

    L’inosservanza dell’obbligo comporta l’applicazione della sanzione di cui all’art. 2630 c.c., in misura raddoppiata (da 206 a 2.064 euro per ogni amministratore obbligato), con riduzione a 1/3 se la comunicazione avviene entro 30 giorni dalla scadenza. Oltre a ciò, la mancata comunicazione comporterà la sospensione di qualsiasi pratica presentata presso il registro imprese.