La nuova tassazione dei dividendi dopo la Legge di Bilancio 2026

L’intervento normativo attuato nella Finanziaria 2026 ha riscritto gli articoli 59 e 89 del TUIR, introducendo una “doppia soglia” di sbarramento per le distribuzioni deliberate a partire dal 1° gennaio 2026. 
Per mantenere i benefici fiscali (esclusione del 95% per i soggetti IRES o del 41,86% per i soggetti IRPEF), il socio deve ora soddisfare almeno uno dei seguenti requisiti alternativi :
Soglia di partecipazione: possesso di una quota di capitale (diretta o indiretta) non inferiore al 5%
Soglia di valore: detenzione di una partecipazione il cui valore fiscale sia pari o superiore a 500.000 euro. 


In mancanza di entrambi i requisiti, il dividendo percepito nell’esercizio di attività d’impresa concorrerà integralmente (100%) alla formazione del reddito imponibile.

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Le locazioni brevi dopo la finanziaria 2026. Il quadro complessivo ed opportunità.

La finanziaria 2026 interviene ancora sul tema della disciplina delle locazioni brevi, ridisegnando i confini fra gestione patrimoniale personale ed attività di impresa.

Fino al 31 dicembre 2025, la presunzione di imprenditorialità scattava solo al superamento delle quattro unità immobiliari destinate alla locazione breve; la Partita IVA era obbligatoria solo a partire dalla quinta unità. Dal 1° gennaio 2026, tale soglia è stata sostanzialmente dimezzata.

Lo stratificarsi degli interventi normativi sul tema rende opportuno riepilogare un quadro complessivo della normativa di settore, a cominciare dalle novità 2026, dagli adempimenti correlati, senza dimenticare alcune opportunità che apre il nuovo assetto giuridico.

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Regime Forfettario: la Guida Definitiva

Introduzione: L’Evoluzione del Paradigma Fiscale per le Partite IVA dal 2025

Il panorama tributario italiano dedicato alle persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni si consolida, per l’anno d’imposta 2025, attorno alla figura centrale del Regime Forfettario. Istituito originariamente con la Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015) 1, questo istituto non rappresenta più una semplice misura transitoria o di nicchia, bensì il “regime naturale” per la stragrande maggioranza delle partite IVA individuali nel nostro Paese. La sua struttura, concepita per garantire una radicale semplificazione degli adempimenti e una pressione fiscale ridotta e predeterminabile, ha subito nel corso dell’ultimo decennio numerose manutenzioni legislative che ne hanno modificato la portata e l’attrattività.

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Collegamento RTS (registratori di cassa) / POS

Il provvedimento n. 424470 dell’Agenzia delle entrate del 31.10.2025 contiene le istruzioni operative per l’integrazione dei registratori telematici (RT) con i POS, rivolto agli esercenti al minuto nonché ai soggetti assimilati di cui all’art. 22, D.P.R n. 633/1972.

Si ricorda che l’obbligo è stato previsto ancora con la Legge di bilancio 2024 che ha integrato l’art. 2, comma 3, D.Lgs. n. 127/2015, ma è stato congelato per il biennio 2024-2025. L’obiettivo dichiarato è quello di combattere l’evasione scovando eventuali incongruenze tra il dato degli incassi POS (più in generale degli incassi a mezzo di strumenti di accettazione degli incassi elettronici) e il dato dei corrispettivi certificati con documento commerciale. Con ciò, secondo il Fisco, dovrebbero emergere in automatico eventuali corrispettivi incassati mediante POS ma non certificati dall’esercente.

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Abitazione principale parzialmente concessa in locazione

La concessione parziale od occasionale in locazione della abitazione principale può avere risvolti in campo fiscale, che il progressivo aumento delle casistiche spesso legate alle locazioni brevi lo rende un tema su cui è opportuno fare alcune riflessioni.

Cruciale è la distinzione del trattamento fra imposte indirette ed IMU/imposte dirette, poiché l’approccio normativo è distinto.

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Conto Termico 3.0, un incentivo anche per le imprese

Introduzione e Contesto Normativo

La presente Circolare ha lo scopo di fornire una prima disamina tecnica e strategica delle novità introdotte dal Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica del 7 agosto 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 224 del 26 settembre 2025.1 Il provvedimento, che disciplina il cosiddetto Conto Termico 3.0, abroga e sostituisce il precedente D.M. 16 febbraio 2016 (Conto Termico 2.0), segnando un punto di svolta fondamentale nelle politiche nazionali di decarbonizzazione e riqualificazione energetica del patrimonio edilizio.

Il decreto entrerà formalmente in vigore il 25 dicembre 2025, novantesimo giorno successivo alla sua pubblicazione. Tuttavia, la piena operatività della misura è subordinata all’emanazione delle Regole Applicative da parte del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) e all’aggiornamento del Portaltermico, previsti entro il primo trimestre del 2026. Questo lasso temporale, definito periodo transitorio, richiede una gestione oculata delle commesse e dei contratti in essere, tematica che verrà trattata approfonditamente nel corso del presente documento.

L’evoluzione dal Conto Termico 2.0 al 3.0  non rappresenta un mero aggiornamento amministrativo, bensì una ristrutturazione profonda dei meccanismi di incentivazione, che si presenta particolarmente interessante per le imprese che potranno usufruire di un contributo a fondo perduto fino al 45% delle spese ammissibili

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Obbligo comunicazione PEC amministratori

Il Decreto Sicurezza Lavoro (D.L. n. 159/2025) all’art. 13, in vigore dal 31.10.2025 ha (re)introdotto l’obbligo di iscrizione nel Registro Imprese del domicilio digitale (PEC) degli amministratori di imprese costituite in forma societaria.

Secondo i chiarimenti forniti da Unioncamere, questo obbligo

  • Riguarda esclusivamente le società di capitali, le società consortili e le cooperative.
  • Si applica all’amministratore unico o all’amministratore delegato oppure, in mancanza, al Presidente
    del Consiglio di amministrazione.
  • Prevede che il domicilio digitale dell’amministratore non possa coincidere con quello della società.

Sono esplicitamente esclusi dall’obbligo:

  • Gli amministratori di società di persone
  • I soggetti che nelle società di capitali assumono cariche diverse (ad esempio, i consiglieri).


Per quanto riguarda le tempistiche:

  • Per i soggetti che al 31.10.2025 ricoprono le cariche interessate, la comunicazione dell’indirizzo PEC
    deve essere effettuata entro il 31.12.2025.
  • Per i soggetti nominati o confermati, la comunicazione deve avvenire contestualmente alla richiesta di iscrizione della nomina.

    L’inosservanza dell’obbligo comporta l’applicazione della sanzione di cui all’art. 2630 c.c., in misura raddoppiata (da 206 a 2.064 euro per ogni amministratore obbligato), con riduzione a 1/3 se la comunicazione avviene entro 30 giorni dalla scadenza. Oltre a ciò, la mancata comunicazione comporterà la sospensione di qualsiasi pratica presentata presso il registro imprese.

Il Trust

Il Trust è un istituto giuridico potente ed efficace per il raggiungimento di obiettivi di tutela patrimoniale, pianificazione successoria e pianificazione fiscale. La particolare natura richiede un approccio attento e personalizzato, che presenta alcune complessità da valutare.

Essendo l’unico strumento che riesce a raggiungere pienamente tutti gli obiettivi sopradescritti (al contrario di altre soluzioni che hanno efficacia parziale o specifica su singoli temi), tratteremo diffusamente l’argomento non successivi articoli di approfondimento.

Cominciamo con una disamina complessiva dell’istituto.

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