Introduzione e Contesto Normativo
La presente Circolare ha lo scopo di fornire una prima disamina tecnica e strategica delle novità introdotte dal Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica del 7 agosto 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 224 del 26 settembre 2025.1 Il provvedimento, che disciplina il cosiddetto Conto Termico 3.0, abroga e sostituisce il precedente D.M. 16 febbraio 2016 (Conto Termico 2.0), segnando un punto di svolta fondamentale nelle politiche nazionali di decarbonizzazione e riqualificazione energetica del patrimonio edilizio.
Il decreto entrerà formalmente in vigore il 25 dicembre 2025, novantesimo giorno successivo alla sua pubblicazione. Tuttavia, la piena operatività della misura è subordinata all’emanazione delle Regole Applicative da parte del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) e all’aggiornamento del Portaltermico, previsti entro il primo trimestre del 2026. Questo lasso temporale, definito periodo transitorio, richiede una gestione oculata delle commesse e dei contratti in essere, tematica che verrà trattata approfonditamente nel corso del presente documento.
L’evoluzione dal Conto Termico 2.0 al 3.0 non rappresenta un mero aggiornamento amministrativo, bensì una ristrutturazione profonda dei meccanismi di incentivazione, che si presenta particolarmente interessante per le imprese che potranno usufruire di un contributo a fondo perduto fino al 45% delle spese ammissibili .
1. Quadro Finanziario e Gestione delle Risorse
Una delle novità più rilevanti del nuovo decreto riguarda la dotazione finanziaria e i meccanismi di salvaguardia delle risorse. Il Governo ha stanziato un contingente di spesa annua cumulata pari a 900 milioni di euro 1, confermando la volontà di rendere il Conto Termico uno strumento strutturale e non episodico.
La ripartizione delle risorse riflette le priorità strategiche nazionali:
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Categoria di Beneficiari |
Contingente Annuo |
Note Operative |
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Amministrazioni Pubbliche (PA) |
400 Milioni di Euro |
Include Enti del Terzo Settore assimilati e Cooperative di abitanti. |
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Soggetti Privati (Totale) |
500 Milioni di Euro |
Include persone fisiche, condomini e imprese. |
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Imprese (Sub-contingente) |
150 Milioni di Euro |
Tetto specifico all’interno del plafond privati. |
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Diagnosi Energetiche PA |
20 Milioni di Euro |
Riservato per la copertura delle spese tecniche propedeutiche. |
Analisi delle Criticità: Il sub-contingente di 150 milioni di euro destinato alle imprese rappresenta un elemento di attenzione critica. Considerando l’ampliamento della platea e l’aumento dei massimali di costo, è prevedibile una rapida saturazione di questo plafond. Il decreto introduce un meccanismo di “stop” automatico: trascorsi 60 giorni dal raggiungimento del 100% dell’impegno di spesa, il GSE non accetterà nuove domande. Ciò impone alle aziende una pianificazione temporale rigorosa e l’adozione della procedura di “richiesta preliminare” (si veda capitolo dedicato) per non incorrere nel rischio di esclusione per esaurimento fondi.
2. Ampliamento della Platea dei Beneficiari
Il Conto Termico 3.0 ridefinisce il perimetro dei soggetti ammessi, operando una significativa semplificazione e inclusione, volta a favorire l’aggregazione della domanda e l’intervento su edifici a gestione complessa.
In particolare
2.3 Le Imprese e il Settore Terziario
Per i soggetti privati, viene superata la limitazione che restringeva l’accesso alle sole rinnovabili termiche. Con il Conto Termico 3.0, le imprese (e i privati in generale) possono accedere agli incentivi anche per interventi di efficienza energetica sull’involucro (cappotto, infissi, schermature), a condizione che l’edificio appartenga all’ambito terziario.1
Sono definiti “Ambito Terziario” gli edifici catastali:
- A/10 (Uffici e studi privati).
- Gruppo B (Collegi, ospedali non profit, caserme, ecc.).
- Gruppo C (Negozi, magazzini), con esclusione di C/6 (box) e C/7 (tettoie).
- Gruppo D (Opifici, alberghi, banche), con esclusione di D/9.
- Gruppo E (Stazioni, fari), con esclusioni specifiche.
Questa apertura rende il Conto Termico 3.0 lo strumento principe per la riqualificazione di capannoni industriali, centri commerciali, alberghi e sedi direzionali, sostituendo di fatto le detrazioni fiscali che per le imprese risultano spesso meno agevoli o non applicabili (es. Superbonus).
3. Analisi Tecnica degli Interventi Incentivabili
Il decreto struttura gli interventi in due macro-categorie fondamentali: Titolo II (Efficienza Energetica) e Titolo III (Rinnovabili Termiche). La comprensione delle differenze tecniche e procedurali tra questi due titoli è essenziale per la corretta istruzione delle pratiche.
3.1 Interventi di Incremento dell’Efficienza Energetica (Titolo II)
Accessibili a: PA e Soggetti Privati (solo su edifici Terziari).
In questa categoria rientrano gli interventi che riducono il fabbisogno energetico dell’edificio agendo sull’involucro o sui sistemi di gestione.
- a) Isolamento Termico di Superfici Opache:
L’intervento riguarda pareti verticali, coperture e solai.
- Novità Tecnica: È ora esplicitamente inclusa tra le spese ammissibili la fornitura e posa di sistemi di Ventilazione Meccanica Controllata (VMC), qualora l’intervento di isolamento comporti il rischio di formazione di muffe o condense interstiziali secondo la norma UNI EN ISO 13788.1 Questo risolve una criticità storica del CT 2.0, riconoscendo che la tenuta all’aria derivante dal cappotto richiede una gestione attiva dei ricambi d’aria.
- Requisiti: Rispetto dei valori di trasmittanza termica (U) definiti nell’Allegato I.
- b) Sostituzione di Chiusure Trasparenti:
Sostituzione di infissi e vetrate. L’incentivo copre anche le schermature solari integrate nell’infisso. È richiesta la certificazione dei valori di trasmittanza termica del nuovo serramento.
- c) Schermature Solari e Sistemi di Ombreggiamento:
Installazione di sistemi fissi o mobili (non trasportabili) per le esposizioni da Est-Sud-Est a Ovest.
- Requisito: Devono possedere la marcatura CE e rispettare specifici valori di fattore solare (g_tot) per garantire un’effettiva riduzione del carico termico estivo.1
- d) Trasformazione in Edifici a Energia Quasi Zero (NZEB):
Si tratta dell’intervento più ambizioso, che prevede la riqualificazione profonda (o demolizione e ricostruzione) per raggiungere lo standard NZEB.
- Premialità: Per questo intervento sono previsti massimali di spesa e percentuali di incentivo più elevati (fino al 65%), riconoscendo la complessità e il valore strategico dell’operazione.
- e) Illuminazione Efficiente (Relamping):
Sostituzione di sistemi di illuminazione esistenti con tecnologie LED e sistemi di controllo (sensori di presenza, dimmerazione).
- Vincolo: Incentivabile solo per interni e pertinenze esterne di edifici esistenti (no nuove installazioni).
- f) Building Automation (BACS):
Installazione di tecnologie di gestione e controllo automatico degli impianti (Classe B secondo EN 15232).
- Importante: Questo intervento permette di ottimizzare i consumi senza opere edili invasive, agendo sull’intelligenza dell’edificio.
3.2 Interventi “Trainati” e le Nuove Tecnologie
Il Conto Termico 3.0 introduce due interventi che possono essere incentivati solo se realizzati congiuntamente alla sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale con pompe di calore elettriche:
- Impianti Fotovoltaici con Accumulo:
Questa è la novità più discussa. Il fotovoltaico entra nel Conto Termico, ma con un ruolo ancillare. L’obiettivo non è incentivare la produzione elettrica tout court (già oggetto di altri meccanismi), ma garantire che l’elettrificazione del calore (tramite Pompa di Calore) sia sostenuta da autoproduzione rinnovabile.
- Limitazione: Non è possibile installare solo il fotovoltaico. Deve essere parte di un progetto integrato di riqualificazione termica.
- Infrastrutture di Ricarica Veicoli Elettrici:
Anche in questo caso, l’installazione di colonnine (private o aperte al pubblico) è ammessa solo se abbinata alla pompa di calore.
3.3 Interventi di Produzione di Energia Termica da Fonti Rinnovabili (Titolo III)
Accessibili a: Tutti i soggetti (PA, Privati Residenziali, Imprese).
- a) Pompe di Calore (Elettriche e a Gas):
Sono ammesse tecnologie aerotermiche, geotermiche e idrotermiche.
- Novità: Sono ora esplicitamente ammesse le Pompe di Calore “Add-on”, ovvero sistemi installati in integrazione a caldaie esistenti per creare sistemi ibridi in opera, e i Sistemi Bivalenti.6 Questo offre flessibilità tecnica per edifici dove la sostituzione integrale non è fattibile.
- b) Generatori a Biomassa:
Sostituzione di impianti esistenti con caldaie, stufe o termocamini a biomassa (pellet, legna, cippato).
- Requisiti Ambientali: L’accesso è limitato ai generatori con certificazione ambientale elevata (4 stelle o 5 stelle, a seconda della zona e delle disposizioni regionali sulla qualità dell’aria).1 Nelle aree soggette a procedure di infrazione per PM10, i requisiti sono ancora più restrittivi.
- c) Solare Termico:
Installazione di collettori per ACS, riscaldamento o solar cooling.
- Obbligo: Per impianti con superficie > 100 mq è obbligatoria l’installazione di sistemi di contabilizzazione del calore prodotto.
4. Focus Imprese: Restrizioni e Obblighi Specifici (Titolo V)
Il Titolo V del decreto introduce un regime differenziato per le imprese, caratterizzato da criteri di selettività ambientale molto rigidi. È fondamentale che i clienti business comprendano queste limitazioni per evitare investimenti non rimborsabili.
4.1 Il Divieto del Gas Naturale e dei Combustibili Fossili
L’articolo 25, comma 2, stabilisce un principio inderogabile: “Non possono essere ammessi agli incentivi per le imprese gli interventi che prevedono l’installazione di apparecchiature energetiche alimentate a combustibili fossili, compreso il gas naturale”.
Implicazione Strategica: Un’azienda (hotel, industria, ufficio) non può utilizzare il Conto Termico 3.0 per installare una nuova caldaia a condensazione a gas, nemmeno se sostituisce un vecchio generatore a gasolio. L’incentivo per le imprese è esclusivamente elettrico o rinnovabile. Le imprese devono quindi orientarsi verso pompe di calore, sistemi a biomassa o allaccio al teleriscaldamento. Per le caldaie a gas, le imprese dovranno rivolgersi ai Certificati Bianchi (TEE) o all’Ecobonus, ove applicabili e convenienti.
4.2 Requisito del Risparmio Energetico (10% / 20%)
Per gli interventi di efficienza energetica (Titolo II), le imprese devono dimostrare che l’intervento genera una riduzione della domanda di energia primaria:
- Almeno il 10% per interventi singoli.
- Almeno il 20% per interventi combinati (multi-intervento).
Tale dimostrazione deve avvenire tramite Diagnosi Energetica o APE ante e post operam. Il costo della certificazione energetica è rimborsabile per le PMI (Piccole e Medie Imprese), ma non per le Grandi Imprese.
4.3 Procedura di Richiesta Preliminare
A differenza dei privati cittadini, che possono presentare domanda a lavori conclusi, le imprese sono soggette all’articolo 25 comma 3, che impone la presentazione di una richiesta preliminare prima dell’avvio dei lavori.
Rischio Procedurale: Iniziare i lavori (pagare acconti, firmare contratti di fornitura vincolanti) prima di aver trasmesso la richiesta preliminare comporta l’inammissibilità automatica della domanda. La richiesta deve contenere dati anagrafici, descrizione tecnica, cronoprogramma e piano dei costi.
5. Il Calcolo dell’Incentivo e l’Intensità dell’Aiuto
Il Conto Termico è un contributo in conto capitale, non una detrazione. La somma viene erogata direttamente sul conto corrente del beneficiario.
5.1 Percentuali di Copertura (Intensità dell’Aiuto)
Le percentuali variano in base al soggetto e alla tipologia di intervento.
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Beneficiario |
Tipologia Intervento |
% Base |
% Massima (con Premialità) |
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PA (Scuole/Ospedali/Piccoli Comuni) |
Efficienza e Rinnovabili |
65% |
100% |
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PA (Altri) |
Efficienza e Rinnovabili |
40-65% |
65% |
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Privati (Residenziale) |
Rinnovabili Termiche |
40-65% |
65% |
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Imprese |
Efficienza Energetica |
25% |
45% – 50% |
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Imprese |
Rinnovabili Termiche |
45% |
65% |
Maggiorazioni per le Imprese:
Le percentuali base per le imprese possono essere incrementate cumulativamente (fino ai massimali previsti) in presenza di specifici requisiti:
- +20% per le Piccole Imprese.
- +10% per le Medie Imprese.
- +15% per interventi in Zone Assistite (Art. 107.3.a TFUE – es. Sud Italia).
- +5% per interventi in Zone Assistite (Art. 107.3.c TFUE).
- +15% se l’intervento consegue un miglioramento della prestazione energetica ≥ 40%.
5.2 Modalità di Erogazione: La Soglia dei 15.000 Euro
Il decreto innalza significativamente la soglia per l’erogazione in un’unica soluzione, semplificando la gestione finanziaria per i piccoli interventi.
- Fino a 15.000 € di incentivo: Pagamento in unica rata.
- Oltre 15.000 € di incentivo: Pagamento dilazionato in rate annuali costanti per una durata variabile da 2 a 5 anni.
- 2 Anni: Pompe di calore < 35 kW, Solare termico < 50 mq, Caldaie biomassa < 35 kW.
- 5 Anni: Interventi sull’involucro, Pompe di calore > 35 kW, Impianti complessi.
6. Guide Linee Procedurali e Operative
L’accesso agli incentivi è gestito dal GSE attraverso il Portaltermico. La correttezza formale della procedura è condizione necessaria per l’ottenimento del contributo.
6.1 Modalità di Accesso
- Accesso Diretto (Privati e PA):
Si presenta domanda a lavori conclusi. Il termine perentorio è di 90 giorni dalla data di conclusione dell’intervento.1
- Attenzione: La “data di conclusione” non coincide necessariamente con la fine dei lavori edili, ma spesso con la data del collaudo o dell’ultimo pagamento. Superare i 90 giorni comporta la perdita irreversibile dell’incentivo.
- Accesso tramite Prenotazione (Esclusivo PA ed ESCo per PA):
Consente di richiedere l’incentivo prima dell’inizio dei lavori.
- Vantaggio Finanziario: È previsto l’erogazione di un acconto (fino al 50% per le scuole/ospedali o il 40% per altri) all’avvio del cantiere e una rata intermedia per SAL, garantendo liquidità all’Ente senza necessità di anticipazione di cassa totale.
6.2 Gestione del Periodo Transitorio
Il decreto entra in vigore il 25 dicembre 2025. Fino a tale data, si applicano le regole del Conto Termico 2.0.
- Interventi a cavallo: Gli interventi iniziati nel 2025 e conclusi nel 2026 ricadranno sotto il nuovo regime 3.0. È fondamentale verificare sin da ora che le apparecchiature ordinate rispettino i requisiti tecnici del nuovo decreto (spesso più restrittivi in termini di COP o emissioni) per evitare di installare macchine non più incentivabili al momento della richiesta.
- Regole Applicative: Il GSE ha 60 giorni dall’entrata in vigore per pubblicare le regole operative. Fino all’apertura del nuovo portale (prevista per Febbraio-Marzo 2026), non sarà possibile caricare le domande 3.0, ma i termini di 90 giorni rimangono validi (eventuali proroghe saranno comunicate dal GSE).
7. Sintesi delle Esclusioni e Vincoli Critici
Per evitare rigetti, si ricorda che sono esclusi dagli incentivi:
- Le imprese in difficoltà finanziaria o soggette a procedure concorsuali.
- L’installazione di impianti alimentati a gas naturale per le imprese.
- Gli interventi su edifici di nuova costruzione (salvo eccezioni per serre/rurali e NZEB da demolizione).
- L’installazione di fotovoltaico o colonnine senza la contestuale sostituzione dell’impianto termico con pompa di calore.
- Le domande presentate oltre i 90 giorni dalla fine lavori.
Conclusioni e Raccomandazioni Strategiche
Il Conto Termico 3.0 si configura come uno strumento potente ma tecnicamente complesso, che richiede un approccio integrato tra progettazione tecnica e gestione amministrativa.
Per le Imprese: È il momento di pianificare la dismissione delle centrali termiche a gas e valutare la fattibilità tecnica delle pompe di calore, sfruttando i massimali elevati e la possibilità di finanziare anche l’involucro edilizio. La “Richiesta Preliminare” diventa uno step obbligatorio di project management.
Per le PA: L’incentivazione al 100% per scuole e ospedali e la procedura di prenotazione con acconto rendono il CT 3.0 preferibile a qualsiasi altro bando (incluso il PNRR) per la riqualificazione energetica, grazie alla certezza e rapidità delle risorse.
Per i Privati: L’integrazione del fotovoltaico con le pompe di calore rende il “pacchetto elettrificazione” estremamente competitivo rispetto alle detrazioni fiscali, specialmente per chi non ha capienza fiscale.
Il nostro Studio resta a disposizione per la valutazione preliminare di ammissibilità degli interventi e per l’assistenza nella gestione delle pratiche sul Portaltermico GSE.


